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The Power of Goodbye

Ciao. È parecchio che non ci sentiamo, per la precisione, è un po’ che non ti scrivo. Da parte tua non c’è stata nemmeno una risposta l’ultima volta, ma sarà che hai altro di meglio da fare, invece che tentare di avere un minimo di rapporto con me. È un po’ di tempo che mi ripetevo che dovevo mandarti questo sms, ma non ho mai avuto né coraggio, né voglia.

Ho pensato agli ultimi 4 anni, nei quali hai fatto (più o meno) parte della mia vita. Ripenso sempre al giorno che ti ho conosciuto (data che mi sono tatuata sul polso) e alla fantastica persona che avevo conosciuto…fantastica seppur con grandi problemi ed insicurezze.

Ripenso ad ogni singolo istante e ad ogni momento vissuto insieme a te…di cui sento spesso e volentieri una nostalgia infinita…ripenso a tutto questo e poi mi ricordo che è solo un lontano ricordo. Che la bellezza di quei momenti non tornerà mai più.

Quello che fatico a dimenticare è l’amore che ho provato per te…sincero, puro, unico e speciale. Non credo che tu abbia mai provato lo stesso per me, ma so che mi hai voluto veramente bene….a modo tuo. E questo per me bastava…l’unica cosa che non ho mai sopportato è il distacco e i tuoi allontanamenti…purtroppo il tuo lato irrequieto ti ha sempre un po’ condizionato. Ma, per fortuna, noi siamo esseri liberi e la schiavitù non dev’essere.

Goodbye

Quindi ho deciso di scriverti questo messaggio. Per dirti che ti lascio libero dal mio cuore e ti auguro una vita piena di amore e vitalità.

Qualche volta ti ricorderò nei miei pensieri più belli, ma non ti cercherò più. Goodbye. Forse in un’altra vita avremo più fortuna.

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Meglio tardi che mai…forse.

Sono mesi che non scrivo una riga su questo blog. Del resto io per poter scrivere qualcosa di concreto ho bisogno essenzialmente di ispirazione e…purtroppo non ne ho avuta. Ma è stata la mia pigrizia a giocarmi un brutto tiro. A volte mi sono sentita anche abbastanza ispirata per poter esporre i miei pensieri qui, ma poi al momento opportuno ho sempre delegato al giorno successivo. Giorno dopo giorno sono arrivata a ben nove mesi di “astinenza” dallo scrivere…praticamente un parto. E’ inutile…ho dei difetti troppo pesanti che difficilmente verranno eliminati…

Il tempo passa, ma le cose non cambiano…almeno non come vorrei. Onestamente non so ancora cosa stia aspettando…forse qualche gesto divino che mi faccia capire dove sono, cosa sto facendo di concreto e se riuscirò ad ottenere finalmente qualche risultato. Aspetto, ma onestamente mi sono anche un po’ rotta le scatole. Mi sento un po’ abbandonata e praticamente persa. Totalmente persa.

Mentre sono qui ad arrovellarmi inutilmente, gli altri vanno avanti, girano il mondo, edificano carriere, progettano famiglie…ma io sembro non avere alcun scopo nella vita, nemmeno un obiettivo. Non ho alcuna certezza, nemmeno sogni. Tirare fuori tutto questo è un processo troppo complicato ed è forse per questo motivo che non scrivo più come prima. 

La mia vera ispirazione è quasi morta dentro di me…ma forse dovrei trovarne una nuova, che sia in grado di darmi qualcosa di vero e che sia solo mio.
Ci lavorerò su…

Hold on Hope.

Per una volta non voglio scrivere qualcosa che appartenga solo a me stessa e che non sia parte del mio piccolo mondo.
Ogni giorno accadono cose nel grande mondo che non fa altro che suscitare in me rabbia, frustrazione, delusione, tristezza, angoscia. Nessuna di q
ueste parole ha una connotazione positiva. NESSUNA, ma fino a prova contraria non esiste in questo momento qualcosa che sia relativamente entusiasmante o in qualche modo di sollievo per questa società umana che sta procedendo verso un declino inesorabile.

Il 31 dicembre 1999 tutti temevano il cosiddetto “Millennium bug”, il quale avrebbe messo fuori fase tutti i sistemi informatici perché ci si era scordati che dopo il 1999 veniva il 2000. Io sostengo e sottoscrivo che il Millennium bug abbia colpito la gente, perché da quel momento l’umanità ha subito una consistente regressione allo stato primitivo.
Dal primo uomo nelle caverne ne abbiamo fatta di strada. Ci sia
mo evoluti, abbiamo avuto la fortuna di avere un intelletto che ci ha permesso di farlo attraverso la scoperta, la conoscenza, l’innovazione, grazie anche a persone che hanno fatto la differenza. Questo progresso ci avrebbe permesso di poter vivere al meglio la nostra vita, creandoci aspettative e speranze concrete per il futuro e sfruttare al meglio le nostre risorse. Eppure oggi, questo progresso non è nient’altro che un’arma che ci viene scagliata contro, giorno dopo giorno, con il semplice scopo di distruggerci.

Abbiamo tutto e forse anche più di quanto ci meriteremmo, ma le uniche cose che si sono perse con il tempo sono i valori. Questa società ha creduto e voluto sostituire la cosa preziosa che aveva con oggetti inanimati che non danno assolutamente nulla, se non il vuoto. La macchina di grossa cilindrata ha soppiantato la modestia ed il rispetto per le regole; l’ultimo modello di cellulare ha sostituito la cortesia ed il rispetto; la moda ha eliminato totalmente il decoro e l’umiltà.

Guardo un mondo che non mi appartiene, della quale non faccio parte o per lo meno, cerco di non far diventare mio. Provo dolore e dispiacere ogniqualvolta vedo delle ingiustizie che colpiscono soprattutto i più deboli e indifesi. Per evitarmi il disgusto tendo sempre a rivolgere lo sguardo nel mio piccolo mondo, dove cerco di tutelare me stessa e quelli a cui voglio veramente bene, dimenticandomi del resto.

Nonostante sia costantemente delusa, in fondo al mio cuore ho ancora la speranza che questa società possa cambiare e tornare verso il progresso, puntando sempre e solo verso l’alto.

Anche se è l’ultima a morire, la speranza c’è.

Hope

Autoerotismo (Mentale).

Se hai deciso di leggere questo articolo perché attirato dal titolo accattivante che richiama ad una pratica sessuale che tutti facciamo, più o meno, beh devo deluderti. Di queste cose parlo solo con le mie amiche oppure con i ragazzi con i quali ho un certo grado di intimità (ovviamente molto pochi). Magari, quando mi verrà voglia, aprirò un altro blog dove potrò affrontare questi argomenti come se fossi la Carrie Bradshaw dei poveri. Qui sono semplicemente Emily e racconto di me, delle mie emozioni, dei miei sentimenti. Tendenzialmente sfogo le mie frustrazioni e i miei dolori qui con scopo terapeutico, anche se cerco di non varcare mai un certo limite, perché non voglio spogliare tutta me stessa fino al centro della mia anima. Quel nucleo deve rimanere intatto e inviolato da chiunque. Gli strati intorno devono essere maneggiati con cura, per evitare che si verifichino delle falle. Trattassi allo stesso modo il mio cervello, forse, avrei attitudini diverse. Non so, certe volte credo di provare piacere nel farmi del male da sola, una masochista di primo livello, ma piuttosto che provare piacere, provo solo un immenso dolore che si ripercuote non solo a livello mentale, ma anche fisico. Quelle che tutti noi chiamiamo “seghe mentali” per me sono qualcosa di più di un semplice atto meccanico. Io ho la capacità innata di trasportare un pensiero quasi alla concretezza ed è per questo che le mie possono definirsi Saghe Mentali, con prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta e settima parte. “Guerre Stellari” è roba da principianti.
Gli elementi ci sono tutti: personaggi, trama fitta, pathos, una serie di emozioni che contrastano tra loro e una colonna sonora degna di Oscar. La sceneggiatura scritta e curata dalla sottorscritta che è pure resgista. Beh che dire, Hollywood potrebbe anche propormi un contratto.
A prescindere dall’estrema ilarità su questo argomento e la conseguente divagazione, io le mie Saghe mentali le vivo male. Molto male. Ci sono di quei momenti in cui le vivo così intensamente da provocarmi attacchi di panico e mal di testa. Il mio cervello è in continuo movimento e temo che (prima o poi) presto diverrà pazzia. Probabilmente sono già pazza perché non riesco a gestire una cosa più forte di me! Oltre che della mia sanità mentale ne viene meno pure la mia intelligenza.
Odio dover ammettere che forse LUI, quello che cerca di analizzarmi nei piccoli dettagli, ha un po’ ragione nel dirmi che io sono una persona che rimungina troppo sulle cose, che si ossessiona nel cercare assiduamente il significato dietro ad un gesto, piuttosto che dietro ad una frase. Mi ossessiono a tal punto da ossessionare chi ho di fronte, esaurendolo e privandolo di ogni piacere nel condividere con me qualsiasi cosa, divenendo un pesande macigno, troppo faticoso da sopportare. A mente sana, come lo sono ora, riesco anche ad andare oltre al semplice ragionamento e cogliere l’essenza delle cose. Poi quando incomincio a fare la paranoica tutto svanisce. Mi sento un po’ una idiota. Just a little bit.
Tempo fa la mia amica Ro mi ha regalato un libro per smettere di provocarmi autoerotismo mentale e riuscire finalmente a godermi la vita. Un libro ironico, piacevole e divertente, ma è rimasto lì sullo scaffale. Ebbene sì, mi privo continuamente di godere delle gioie della vita, lasciando spazio a paranoie, ansie e insicurezze, dimenticandomi di vivere al meglio le mie giornate. Faccio anche io autocritica e vedrò di migliorare. Magari domani saprò affrontare meglio le cose, oppure avrò un attacco di ulcera. Let’s try!!!

 

Snakes and Ladders.

Ventotto anni e un mese. Crescere è una fatica che, solitamente, trova conforto nell’apprendere le cosidette lezioni di vita. Ogni tanto mi guardo indietro e cerco veramente di appurare la mia stramaledetta consapevolezza (sempre lei). Continuo a ripetermi che di strada ne ho fatta tanta, ma ogni tanto mi sembra di scivolare indietro, come nel gioco Scale e Serpenti. Ad ogni lancio di dado speri sempre di poter salire sulla scala per arrivare il prima possibile alla casella della vittoria ma poi, come solitamente accade, la speranza va a farsi benedire nello stesso istante in cui quel dannato dado a sei facce decide di farti scivolare dalla testa del serpente, fino alla casella più in basso, obbligandoti a ricominciare da capo. Diamine che frustrazione!

SnakesLadders

Scivolare è più facile che salire, così come è più facile ingrassare che dimagrire.
La via per la perdizione è maggiormente realizzabile, senza ostacoli, ma anche senza appigli. Lasciarsi andare verso il basso segue pedissequamente la teoria gravitazionale. Sono convinta che solo i sognatori abbiano la vana opportunità di puntare alla vetta, alle stelle e alla luna. Con molta invidia osservo questi personaggi, quasi eroici, che cercano sempre di elevarsi, dimenticandosi totalmente del rischio e di qualsiasi ostatacolo. Una noncuranza calcolata che ripone la totale speranza nella visione onirica di quella che dovrà poi evolversi in concretezza.
Mi è stato recentemente rimproverato da qualcuno, per me importante, di essere troppo negativa e d’innalzare muri nei confronti delle persone e, a causa di questa mi attitudine, non lascio trasparire la bellezza che ho dentro. Partendo dal fatto che io non sopporto venire analizzata, ma solamente capita, ho risposto che questo è il mio meccanismo di autodifesa, l’unico in grado di proteggermi da quello che più mi infastidisce, mi addolora e mi rende sempre più vulnerabile in un mondo che capisco sempre meno e che mi da solamente attacchi d’ulcera. Eppure lascio scavalcare le mie alte mura solamente da coloro a cui so di poter compiere l’impresa e la mia negatività trova sfogo laddove il mondo mi si rivolta contro, pur passando per pazza. Forse lo sono e nessuno ha cercato di cospirare alle mie spalle, come spesso credo.
Ogni volta mi faccio delle promesse per cercare di migliorare la mia esistenza, volgendo il mio sguardo verso un futuro prossimo, allontanando i miei fantasmi e le mie paure, tentando di vivere più liberamente come quei sognatori che si aggrappano ardentemente al proprio sogno.
Sognare non è più il mio mestiere da qualche anno, ma è di gran lunga la cosa migliore che so fare. Per ora cercherò di continuare a lanciare il dado, nella speranza che la fortuna aiuti la mia audacia. Magari domani sarò in cima alla scala. Chissà.

(Don’t want) Wait for it…

Ennesima notte insonne. Ormai è una routine rimanere sveglia fino le tre di notte a pensare e ripensare mille cose. Ho passato giorni terribili perché non riuscivo ad uscire da uno stato di abbandono totale, il MIO stato di abbandono. Per tutto questo tempo ho continuato a crogiolarmi nella tristezza e nell’autocommiserazione. Ho passato mesi interi a guardarmi da una finestra mentre cercavo di raccogliere i pezzi di me stessa. Ho guardato e ho aspettato qualcosa che sapevo non sarebbe mai venuto, a 28 anni però non posso permettermi di gettare al vento momenti di vita che vanno vissuti.
Ho parecchi difetti che mi fanno vivere con pesantezza qualsiasi cosa. Tante volte vorrei essere meno introspettiva e molto più “frivola” per potermi godere le giornate senza dover gestire l’ennesima crisi esistenziale, vorrei anche ritrovare quel giusto ritmo positivo che avevo trovato due anni fa…
All’apice della disperazione ecco che poi trovi quel giusto stimolo che può darti la mano che occorre, un pensiero semplice ma che spesso tutti ci dimentichiamo del suo vero significato:
Passiamo troppo tempo a volere quello che non abbiamo e cerchiamo risposte a domande impossibili, senza renderci conto di quello che abbiamo intorno a noi.
La vita è troppo breve per sprecarla in inutili congetture, è meglio viverla al meglio, senza rimpianti, correndo incontro al meglio, mal che vada sarà sempre esperienza. Rimanere statici nei confronti della vita ci rende inerti alla magnificenza del mondo là fuori e io non voglio più starmene a guardare, ma godermi ogni singolo momento senza più stare a guardare il mio passato e finalmente camminare con lo sguardo al futuro, qualunque esso sia.

Mirrors

Attese.

Non sono mai stata una persona paziente. E’ sicuramente una delle mie pecche maggiori. Ho sempre odiato stare in fila, aspettare il mio turno, le tempistiche altrui, sopportare tutta quella serie di stati d’animo che non tollero. Con il passare del tempo ho imparato che per riuscire a fare qualsiasi cosa, occorre avere calma e pazienza, quindi invece che rimanere imbronciata nella lunga fila chiamata VITA, ho incominciato a interloquire con gli altri, giusto perché così il tempo sembra volare. Questa è stata la mia salvezza. Capire che certe cose arrivano al momento giusto e non quando le si desidera. Sarebbe troppo facile poter dire “IO VOGLIO….” e vederselo realizzato nell’immediato.

Non ci regala niente nessuno, questa è la regola d’oro numero uno. Dobbiamo sempre faticare per ottenere quello che si vuole perché quando riusciamo ad ottenerle, ha un sapore fantastico…il sapore della VITTORIA, e in quel momento non importa quante lacrime si sono versate, quante volte ci si è incolpati di non essere all’altezza della situazione e quante volte la disperazione si è fatta larga dentro noi, perché nel momento in cui ci si rende conto di quanto è bello arrivare proprio in quel punto e ricordarsi dell’impegno messo, è fantastico.

Hourglass

Il tempo, per quanto ti possa essere ostile, spesso rimane il tuo unico alleato. Lui è l’unico che sa darti il giusto peso, il giusto valore, la giusta considerazione. Non è un caso che la saggezza arrivi con l’età matura. Se fosse possibile essere saggi a vent’anni, certe scelte prenderebbero una piega diversa e ci si troverebbe su un altro cammino….magari!

La saggezza raccolta negli anni dovrebbe portarci ad una maturazione e ad un cambiamento. Quello che si voleva tempo prima potrebbe cambiare, perché mutano prospettive, aspettative e concezioni mentali…sarà per questo che ora, dopo averti aspettato così tanto, non mi interessa più.