Archivio mensile:ottobre 2013

Hold on Hope.

Per una volta non voglio scrivere qualcosa che appartenga solo a me stessa e che non sia parte del mio piccolo mondo.
Ogni giorno accadono cose nel grande mondo che non fa altro che suscitare in me rabbia, frustrazione, delusione, tristezza, angoscia. Nessuna di q
ueste parole ha una connotazione positiva. NESSUNA, ma fino a prova contraria non esiste in questo momento qualcosa che sia relativamente entusiasmante o in qualche modo di sollievo per questa società umana che sta procedendo verso un declino inesorabile.

Il 31 dicembre 1999 tutti temevano il cosiddetto “Millennium bug”, il quale avrebbe messo fuori fase tutti i sistemi informatici perché ci si era scordati che dopo il 1999 veniva il 2000. Io sostengo e sottoscrivo che il Millennium bug abbia colpito la gente, perché da quel momento l’umanità ha subito una consistente regressione allo stato primitivo.
Dal primo uomo nelle caverne ne abbiamo fatta di strada. Ci sia
mo evoluti, abbiamo avuto la fortuna di avere un intelletto che ci ha permesso di farlo attraverso la scoperta, la conoscenza, l’innovazione, grazie anche a persone che hanno fatto la differenza. Questo progresso ci avrebbe permesso di poter vivere al meglio la nostra vita, creandoci aspettative e speranze concrete per il futuro e sfruttare al meglio le nostre risorse. Eppure oggi, questo progresso non è nient’altro che un’arma che ci viene scagliata contro, giorno dopo giorno, con il semplice scopo di distruggerci.

Abbiamo tutto e forse anche più di quanto ci meriteremmo, ma le uniche cose che si sono perse con il tempo sono i valori. Questa società ha creduto e voluto sostituire la cosa preziosa che aveva con oggetti inanimati che non danno assolutamente nulla, se non il vuoto. La macchina di grossa cilindrata ha soppiantato la modestia ed il rispetto per le regole; l’ultimo modello di cellulare ha sostituito la cortesia ed il rispetto; la moda ha eliminato totalmente il decoro e l’umiltà.

Guardo un mondo che non mi appartiene, della quale non faccio parte o per lo meno, cerco di non far diventare mio. Provo dolore e dispiacere ogniqualvolta vedo delle ingiustizie che colpiscono soprattutto i più deboli e indifesi. Per evitarmi il disgusto tendo sempre a rivolgere lo sguardo nel mio piccolo mondo, dove cerco di tutelare me stessa e quelli a cui voglio veramente bene, dimenticandomi del resto.

Nonostante sia costantemente delusa, in fondo al mio cuore ho ancora la speranza che questa società possa cambiare e tornare verso il progresso, puntando sempre e solo verso l’alto.

Anche se è l’ultima a morire, la speranza c’è.

Hope