Archivio mensile:agosto 2013

Truly, Madly, Deeply – Cit.

Esprimere quello che ho dentro mi riesce difficile, anche se credo di riuscirci di tanto in tanto con i miei modi poco allusivi. Le mie azioni ed il modo in cui mi rapporto con gli altri esseri umani il più delle volte va talmente dritto al punto che non è possibile non riuscire a capire quello che penso o quello che voglio far capire. Sono un libro aperto per gli altri…il più delle volte. Tutti credono che sia così facile da “leggere” quello che vedono, tanto da non accorgersi che c’è molto e molto di più. Pochissimi forse riescono a non soffermarsi alle righe scure e ad andare oltre, a capire che io sono una persona fondamentalmente fragile, che lotta continuamente con sé stessa giorno dopo giorno. Una piccola donna che combatte per sopravvivere alle continue delusioni di questo maledetto mondo che non sa dare il giusto valore alle persone. Una ragazza che in fondo ci spera ancora, nell’amicizia, nell’amore, nel futuro e nei sogni che da sempre le hanno dato una forza di volontà inimmaginabile. Tutti vivono i propri drammi esistenziali, tutti hanno almeno una persona sulla quale poter contare nel momento del bisogno. Generalmente quella persona sono io. Quando un amico o un’amica ha bisogno di parlare, per sfogarsi delle proprie frustrazioni, io sono sempre pronta a tendere la mia mano e a confortare chiunque. Se non provassi piacere nel farlo, eviterei caldamente di atteggiarmi da supereroina che si getta tra le fiamme per salvare le povere anime in pena del povero malcapitato. Io però ho dovuto spesso e volentieri far da me. Confortarmi per qualsiasi delusione, momento di sconforto, sofferenza…A volte ho preferito starmene alla lontana perché confessare a qualcuno quello che ho dentro credo che sia incomprensibile a chiunque mi sia di fronte. Non lo dico perché sia presuntuosa nel formulare i miei pensieri e conseguenti analisi, dico così perché io stessa non trovo alcuna comprensione. roller-coasterIl mio umore e le mie emozioni sono costantemente su una montagna russa che sale e scende con dei picchi mostruosi e lo sconforto è totale. Mi trovo dei giorni in cui voglio vivere ogni singolo istante di vita, nella gioia e nella tranquillità, per poi ritrovarmi in giornate come questa, nella quale mi dispero perché continuo a pensare alle cose negative. Confessare tutto quello che ho dentro mi renderebbe ancora più vulnerabile di quella che sono. Ogni tanto sfodero le mie armi di rabbia e frustrazione nei confronti degli altri per farmi rispettare e non permettere che quell’unica corazza che mi ritrovo venga distrutta dalle manipolazioni altrui. Queste persone però non capiscono che sono una persona che ha un immenso bisogno d’amore e che è stufa di doversi prendere cura di sé. Per una volta nella vita vorrei che ci fosse qualcuno che pensi a me, che mi rassicuri e mi dica: “sono qui per te e nessun altro”.
Ora qui ci sono io per me stessa e nessun altro. Supererò anche questa crisi esistenziale come sempre, dopo aver sfogato nuovamente la tristezza con un bel pianto.
Domani sarà un altro giorno e un’altra corsa. C’est la vie.

(Don’t want) Wait for it…

Ennesima notte insonne. Ormai è una routine rimanere sveglia fino le tre di notte a pensare e ripensare mille cose. Ho passato giorni terribili perché non riuscivo ad uscire da uno stato di abbandono totale, il MIO stato di abbandono. Per tutto questo tempo ho continuato a crogiolarmi nella tristezza e nell’autocommiserazione. Ho passato mesi interi a guardarmi da una finestra mentre cercavo di raccogliere i pezzi di me stessa. Ho guardato e ho aspettato qualcosa che sapevo non sarebbe mai venuto, a 28 anni però non posso permettermi di gettare al vento momenti di vita che vanno vissuti.
Ho parecchi difetti che mi fanno vivere con pesantezza qualsiasi cosa. Tante volte vorrei essere meno introspettiva e molto più “frivola” per potermi godere le giornate senza dover gestire l’ennesima crisi esistenziale, vorrei anche ritrovare quel giusto ritmo positivo che avevo trovato due anni fa…
All’apice della disperazione ecco che poi trovi quel giusto stimolo che può darti la mano che occorre, un pensiero semplice ma che spesso tutti ci dimentichiamo del suo vero significato:
Passiamo troppo tempo a volere quello che non abbiamo e cerchiamo risposte a domande impossibili, senza renderci conto di quello che abbiamo intorno a noi.
La vita è troppo breve per sprecarla in inutili congetture, è meglio viverla al meglio, senza rimpianti, correndo incontro al meglio, mal che vada sarà sempre esperienza. Rimanere statici nei confronti della vita ci rende inerti alla magnificenza del mondo là fuori e io non voglio più starmene a guardare, ma godermi ogni singolo momento senza più stare a guardare il mio passato e finalmente camminare con lo sguardo al futuro, qualunque esso sia.

Mirrors