Archivio mensile:luglio 2012

Fix You – Coldplay

When you try your best but you don’t succeed 
When you get what you want but not what you need 
When you feel so tired but you can’t sleep 
Stuck in reverse 

And the tears come streaming down your face 
When you lose something you can’t replace 
When you love someone but it goes to waste 
could it be worse? 

High up above or down below 
when you’re too in love to let it go 
but If you never try you’ll never know 
Just what your worth 

Lights will guide you home 
and ignite your bones 
And I will try to fix you 

Tears streaming down your face 
When you lose something you cannot replace 
Tears streaming down your face and I 

Tears streaming down your face 
I promise you I will learn from my mistakes 
Tears stream down your face and I 


Lights will guide you home 
And ignite your bones 
And I will try to Fix You.
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Chi cerca trova…

Premetto che sono una persona abbastanza disordinata, ma sono anche parte di quella categoria che nel suo disordine riesce a trovare tutto. Il mio è un disordine composto, il che rende tutto paradossale. Come ovvio che sia, nella vita accumuliamo un sacco di oggetti ai quali siamo particolarmente legati. Molti sono oggetti che ricordano momenti bellissimi ed indimenticabili, altri ti trasmettono malinconia. Poi ci sono quelli che ti fanno soffrire. Nel mezzo, ci sono una miriade di oggetti che sono passati nel dimenticatoio, senza un perché.
Giusto ieri ero intenta a cercare un cd, per la precisione il cd dell’adsl, senza il quale non posso accedere alla chiave di rete. Ovviamente non l’ho trovato tutt’ora, ma mentre mettevo a soqquadro camera mia, mi sono imbattuta in diversi oggetti di cui ignoravo l’esistenza.

 

 

Apro il primo cassetto e trovo le lettere che mi scrivevo con le mie compagne di classe alle superiori. E ricordo quei momenti in cui passavo le mie giornate a raccontare i piccoli segreti da adolescente alle amiche del cuore, alle quali confidavo i miei dubbi, le incertezze, le paure, ma anche qualche discussione innocente. Quelli sì che erano bei momenti. Lì accanto, le cartoline scritte rigorosamente durante la pausa estiva, dove ci dicevamo: “mi manchi tu, ma non la scuola!” ahahahahah fantastico! Più sotto le foto delle gite: Praga, Madrid, Barcellona, momenti di spensieratezza immortalati in una polaroid che non fanno altro che ricordarti quanto tempo sia passato.

E poi ci sono altre cose che per me, in quel periodo, erano il mondo: un raccoglitore pieno di testi musicali, che collezionavo appassionatamente giorno dopo giorno e che usavo per cantare. La musica è sempre stata una delle componenti più importanti nella mia vita e quel raccoglitore ne è la prova.
Poi ho trovato un quaderno sul quale appuntavo i miei pensieri sparsi; talmente sparsi che occupavano una pagina sì e trenta no. Tutta questione mentale la mia. Decidevo di scrivere un pensiero su una pagina che raccoglieva il momento e non andava oltre. Il pensiero successivo quindi non avrebbe mai potuto costituire una compagine e si procedeva nel saltare pagine bianche. Probabilmente sono una pazza, ma ho sempre agito così e non mi posso cambiare ora.
Devo ammettere che, ogni volta che scovo questi piccoli reperti, mi addentro nel passato e cerco di avere una visione più matura del tutto e, spesso e volentieri, provo una enorme tenerezza nei miei confronti. Noto quello che è cambiato e maturato in me. Noto il passare del tempo, che inesorabilmente cambia tutto.
 È un percorso naturale che il più delle volte scorre impercettibile fino al giorno in cui ci si rende conto che non si è più nello stesso punto e che indietro non si torna. Il momento del sentimentalismo però è stato messo da parte perché dovevo giungere alla fine della mia missione, ovvero trovare il cd. Apro il secondo cassetto ed ecco che trovo scatoline con piccoli gioielli. Niente di che eh! Essenzialmente sono tutti preziosi di bigiotteria che all’epoca mi facevano impazzire. Anellini, braccialetti, collanine, tutte cose divenute superflue con la maggiore età, ma che in quel momento erano essenziali. Li ho indossati per anni interi senza mai separarmene, eppure ora riesco a farne a meno.
Io sono la tipica persona che usa poche cose, ma le usa in modo perpetuo. Se poi una cosa mi piace da morire, difficilmente me ne separo. Il lato positivo di questa ricerca è stata la riscoperta di una collana regalatami al mio diciottesimo compleanno, mai usata perché dimenticata. Poco male, ora potrò sfoggiarla con molta più consapevolezza e rispetto. C’è sempre il tempo per tutto!

Tutto questo mi ha fatto capire che la maggior parte dei giorni tutti questi oggetti mi passano indifferenti e spesso mi dimentico pure della loro esistenza (vedi collanina sopra). Di alcuni so per certo che si trovino esattamente dove li avevo lasciati; altri invece mi sorprendono perché mai avrei pensato di poterli riprendere tra le mani, anche solo per un attimo. 

La cosa certa è che non ho ancora ritrovato il cd!

Insomnia…

Notte insonne…sarà per la Red Bull che ho bevuto nel pomeriggio, sarà la tensione nervosa per l’esame di domani, sarà che continuo a pensare alle solite cazzate. Per ammazzare il tempo, ho deciso di scrivere. Rigirarmi nel letto come uno spiedo, non mi garba. Potrei ascoltare la musica, ma non ho voglia di alzarmi a prendere l’I-pod. Mi devo fare anche le seghe mentali per decidere cosa fare per farmi venire il sonno. Fossi un dottore mi prescriverei un potente sonnifero, ma uno di quelli che non ti fanno svegliare fino a pasqua. Delle volte mi pare di passare intere giornate nel nulla, aspettando che qualcosa o qualcuno si palesi nella mia esistenza e mi dia una buona motivazione per fare altro. Sono un po’ spenta. Spesso mi chiedo quali prospettive dovrei fissare attentamente, cosa fare della mia vita per poter avere un posto che si rispetti nella storia umana. Troppe domande, troppi dubbi e poche certezze. Quello che però sto cercando di fare è: fare sempre quello che mi piace e che mi realizzi. Non sono il tipo di persona che si accontenta della mediocrità, pur non essendo un’arrivista. Non sono e non vorrò mai essere una persona che, per sembrare felice, decide di fare delle scelte poco gratificanti perché non vorrei stare alzata altre notti insonni, pensando ai miei errori e rimpiangere quello che mi avrebbe resa felice. La felicità, purtroppo, è qualcosa di inafferrabile, che fluttua e che ti raggiunge solo in determinati momenti. Poi se ne va, lasciandoti solo e più sconfortato che mai. Personalmente, momenti felici ne ho avuti, ma veramente pochi. Il più delle volte sono stati rovinati dalle mie paranoie, dalle mie seghe mentali, dalla mia incapacità di scrollarmi via di dosso tutte le cattiverie GRATUITE degli altri. Con il tempo mi sono fatta forte ed ho imparato a fregarmene un po’ di più…ma la indole è la indole, quindi si fa presto a ricadere nel baratro da cui cerchi costantemente di non ricadere. In questo momento, più che mai, ho la necessità di stare in pace con me stessa. Non voglio più accollarmi le paturnie degli altri, i loro problemi (e non mi riferisco a quelli seri, ma a quei problemi stupidi che esistono solo per darti fastidio), ai loro umori altalenanti. Voglio pensare veramente a me, per una volta. Voglio essere libera come si deve. Non accetto che sia qualcun’altro ad abusare della mia vita, che decida per me cosa o non fare.
Sono sempre stata una persona buona, anche troppo e onesta in tanti modi. Questo dovrebbe essere un pregio ed un gran vantaggio, ma per me non è sempre stato così. C’è chi ne ha approfittato, chi ne ha avuto gelosia e chi ha pensato che fossi una fessa e pensare di fregarmi. Ahimè, ho un cervello che spesso uso e una coscienza che scava nella profondità della terra, andando oltre al dovuto. Non sono una di quelle persone che sono profonde quanto una pozzanghera e che vantano tali pregi.
Io questi discorsi me li faccio sempre e non solo per auto-convincermi  di qualcosa. Mi rendo conto che il più delle volte lascio trapelare la mia frustrazione per questa vita ingiusta. Non ho ancora imparato a gestire la mia rabbia e spesso divento scontrosa ed antipatica. Ma non lo faccio apposta. Di certo so anche di non essere perfetta, che possiedo una miriade di difetti e che, in fondo, sono umana pure io e riconosco i miei errori quando serve.
La mia vita per ora prosegue nella stessa direzione, ma attendo con ansia il giorno in cui ci sia un cambio di binario. 

XVII sonetto – Pablo Neruda

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.


T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti


che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

Piccolo mio…

Tu esisti, esisti già nel mio cuore.
Ogni singola parte di te è qualcosa di già compiuto.
Ti cullo ogni giorno nel mio spirito
e l’emozione che mi dai è immensa. 

Anche se non posso averti qui con me ora,
so che tu ci sarai e completerai questo mio amore per te.
Sei già parte di me, questo mi è chiaro.
Attendo solo il giorno in cui potrò tenerti tra le mie braccia
e finalmente donarti tutta me stessa.