Archivio mensile:giugno 2012

Cuore e Anima…

Giorni che passano lenti ed inesorabili. Momenti colmi di vuotezza e un cuore che non regge.
Si fatica a percorrere una strada controvoglia, una enorme ed estenuante fatica.
Dissimulare lo stato interiore è facile con gli altri, ma quando stai sola con te stessa, l’impalcatura crolla.
Aggrapparsi con tutte le proprie forze ad un gancio che non sai se ti potrà salvare la vita, terrorizza.
Il peggio è continuare a farlo nonostante questa consapevolezza.

Il cuore freme impaziente nel petto, ma soffre perché ingabbiato ed incatenato nella sua prigione dorata.
La lotta si fa sempre più dura e sfrenata. A volte sembra cedere. Sembra che non ce la farà.
Per ovviare il suo dolore chiede aiuto all’anima, che in silenzio soffre con lui.
Lo aiuterà a sfogare all’esterno tutto questo tormento.
La loro unione è così salda che li salverà entrambi. 

Nonsense…

Onestamente non so che scrivere in questo post. La mia mente e presa dalle mille cose che devo fare nella mia vita e conoscendomi ho bisogno di programmare tutto, o quasi. L’imprevisto non è una cosa che riesco a gestire al meglio perché mi rende inerme, mi destabilizza e non mi soddisfa. Mi pare ovvio sottolineare il fatto che, quando va tutto secondo i piani, questo ci rallegra come non mai. Ottenere quello che si vuole ti permette di farti sentire realizzato. Lo so bene.

Quando capita che io predisponga un piano, anche il più banale, e questo viene sconvolto anche in minima parte, mi abbatte. Eppure in questi 26 (quasi 27) anni dovrei aver imparato. Già, imparare…la parola che amo e odio di più al mondo. La amo perché dai miei errori spesso traggo delle lezioni molto importanti, ma poi non potendo cambiare la mia indole, so già che non lo farò…”non mi farò più prendere in giro” e poi accade…”non mi ridurrò più all’ultimo per preparare l’esame” e poi non finisco nemmeno il programma…mantenere le mie scadenze è deleterio.

Mi propongo sempre di prendere delle decisioni che mi porteranno nel luogo giusto, che mi faranno conoscere le persone giuste. Spesso invece, tutto rema contro e sembra che la decisione della vita, sia solo un errore. Ma chi può dirlo? Solo con il lungo andare del tempo lo si può scoprire…ma dirlo nel momento in cui lo stai pensando, ti porta solo a fare discorsi nonsense (esattamente come questo).

John Lennon diceva che: “La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi” e con tutta probabilità ha ragione…

Mala Tempora Currunt…

Questi tempi sono pessimi. Tutto è pessimo. Sto vivendo una fase di intolleranza acuta che si sta protraendo da tempo. E’ colpa mia effettivamente, perché non so mettere virgole e punti nei posti giusti; non so cambiare pagina nel momento opportuno ed iniziare con serenità nuovi capitoli. Ho il brutto vizio di guardarmi indietro, di cercare di salvare l’insalvabile. Non so dire addio nel momento necessario e mi aggrappo a speranze che so già vane. 

Già, la maledetta e fottuta Speranza, a cui concedo gran parte di me stessa. Quella che mi fa andare avanti in giorni difficili che nessuno può capire. E’ un accanimento terapeutico distruttivo. Dovrei imparare ad essere più indipendente da lei, almeno riuscirei a vivere questa vita in modo totalmente diverso. Avrei meno remore ad allontanarmi da persone in cui ripongo fiducia e che costantemente la deludono; mi farei meno illusioni riguardo alle persone e cercherei di trovare meno “scusanti” per i loro comportamenti. 

Io ho sempre pensato di essere una persona troppo corretta e buona. Con questo non punto assolutamente ad essere una persona priva di difetti, anzi. Anche io sbaglio e durante i miei voli pindarici, giungo a delle conclusioni che in ultima analisi potrebbero risultare errati. Eppure il mio margine d’errore è relativamente poco. Tante persone pensano che io non comprenda e non arrivi a queste soluzioni attraverso il mio intuito e cercano di farmi passare per fessa. Probabilmente perché io sono troppo buona e cerco di evitare scontri che sfocerebbero in un alterco senza senso. 

Ma il mio guaio è questo, quando la mia sopportazione massima arriva ai livelli ultimi e decido di puntare i piedi, quella che è in torto sono io e divento la “stronza” della situazione. Ho torto io. Fine della storia. Poi chi se ne frega se io ci rimango male, se ho sempre tentato di salvare tutto, nonostante i miei disappunti. Farsi scivolare le cose di dosso non apprezzabile. La bontà non è considerato un valore, ma un modo per farsi beffa di te.

Io odio, odio tutto questo.