Archivio mensile:maggio 2012

Appuntamento preso con il destino…

In questa frenetica vita in cui siamo presi da mille problemi, facendoci sopraffare dall’ansia e dall’amarezza di non riuscire ad ottenere la vera felicità, spesso non riusciamo a cogliere quei piccoli segni che qualcuno semina sui nostri percorsi. Proprio perché siamo distratti, eppure se solo riuscissimo a fermarci solo per un minuto, saremmo in grado di cogliere quel piccolo particolare, insignificante agli occhi degli altri.

Segni che sanno dare un senso particolare al nostro percorso e che ci fa rispondere all’annosa domanda: ma perché?                                                                   Il destino è un incrocio di eventi spesso inspiegabili, ma sono così belli che ti fanno credere che, dopo tutto, in questa vita nulla è perso.

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Senza Riserva.

Mi sorprende ritrovarti
sulle scale quando torno a casa
sorpreso di vedermi
come se fosse la prima volta
e racconto senza freni
le mie gioie e i miei dolori
e tu mi sorridi
e condividi tutto con me

Io ti regalerò ogni singolo 
risveglio la mattina 
e poi lascerò i capelli 
scivolarmi fra le dita 
Ti regalerò ogni singola carezza 
quando è sera 
ho imparato già 
ad amarti senza più riserva alcuna.

 

Mi sorprendo ad immaginarti
sulla porta quando torno a casa
ansiosa di vederti e di scrutare
ogni tua movenza
e parlarti senza sosta
dei miei ottimi propositi
nella vita e soprattutto verso Te 

Io ti regalerò ogni singolo
risveglio la mattina
e poi lascerò i capelli
scivolarmi fra le dita
Ti regalerò ogni singola carezza
quando è sera
ho imparato già
ad amarti senza più riserva alcuna. 

Io ti regalerò ogni singolo
risveglio la mattina
e poi lascerò i capelli
scivolarmi fra le dita
ti regalerò ogni singola carezza
quando è sera
ho imparato già
ad amarti senza più riserva alcuna…
senza più riserva alcuna.

Annalisa Scarrone

In My Shoes…

È un po’ di tempo che sono diventata intollerante a livelli cosmici. Onestamente lo sono sempre stata ma diciamo che riuscivo in qualche modo a tenerlo a bada. Ora no. Sono arrivata al punto di non tollerare la presenza di persone estranee, incontrate per caso sul treno o la metro e provare un istinto di rabbia. Sarà che sto accumulando da tempo nervoso e frustrazione e, non avendola elaborata bene, si sta trasformando in cattiveria, cosa non da me.

Quello che non tollero soprattutto è la gente egoista, quella che se ne frega altamente di come tu possa reagire o sentirti nei riguardi di una cosa. Anche se ho sempre pensato che ognuno ha il diritto di fare quello che vuole, sostengo anche che non debba però ledere gli altri. Se sai che ad un tuo amico da fastidio che venga detta una cosa, non gliela ripeti continuamente facendolo sentire una merda. Se sai che un tuo atteggiamento (non di tipo caratteriale) turba la persona che hai di fronte, eviti di farlo. Se non lo fai sei una pessima persona in quanto incapace di empatia.

Io sarò anche esagerata, ma io questa situazione non la sopporto più, qualcosa deve cambiare. In questo momento ci sono delle persone che mi stanno costantemente deludendo perché non si curano minimamente di come mi possono far sentire, per la serie: cavoli tuoi. Ma dopo tutto, Chi sono Io? Sono solo quella che è presente quando serve per un favore, per quando ci si sente soli, per pura e semplice comodità, ma se lo chiedi a loro non è così. 

Peccato che io la veda in un modo diametralmente opposto…

14 Maggio 2012

L’amore vero dimora nel silenzio.

Regola di Vita N.1:

Non criticare i comportamenti o gli atteggiamenti degli altri. Prima o poi li farai anche tu, e toccherà loro rinfacciarti di tali comportamenti.

La mia amica La Riccia mi ha detto: “Dipende” sicuramente sì, dalle persone soprattutto.

Growing Up.

Sei anni fa ero una persona totalmente diversa. Dire totalmente forse è un po’ esagerato perché ci sono degli elementi che non si possono eliminare del tutto. Come si suol dire, si possono smussare gli angoli e cercare di migliorare. Ecco, se proprio devo riformulare la frase per intero, sono migliorata tanto. Chi mi conosce da tanto tempo può affermarlo. Del resto la vita ti impone questo iter. Solo se sei un caprone ignorante, rimani sempre dove sei stato e non cerchi di andare oltre e scoprire nuovi mondi e nuove attitudini.

Immagine

Oggi mi sono recata presso la mia scuola superiore a ritirare le pagelle, giusto per dare spazio agli archivi scolastici pregni di scartoffie varie. Mi sono incontrata con la mia amica Chiara, con la quale ho mantenuto i rapporti anche dopo la scuola, infatti siamo tutt’ora ottime amiche. Entriamo e con un po’ di emozione ci dirigiamo allo sportello. La segretaria prende i nostri plichi e ci riconsegna il tutto. Sarò stupida nel pensarlo, ma rileggere i miei voti pessimi, ricordarmi dei debiti formativi (sempre di matematica, tra l’altro), mi ha fatto rivivere la sensazione di disagio. Non so se tale atteggiamento fosse dovuto ad un mio ripensamento dell’epoca e quindi il mio impietoso giudizio: “quanto eri sfigata!”, oppure se era effettivamente un “revertigo”, cioè un ritorno a com’ero. Probabilmente, entrambe le cose. Ripensavo e ripensavo a quei momenti e a come sono diventata.

In sei anni ne sono successe di cose. Caratterialmente parlando, di fondo sono sempre la stessa, ma diciamo che ho un po’ smussato i famosi angoli spigolosi che non collimavano con il resto della mia vita. Anche se, onestamente, c’è molto ancora da fare e me ne rendo ben conto. L’essere andata all’Università mi ha aiutata nella mia formazione personale. L’aver conosciuto determinate persone, aver vissuto determinate esperienze mi hanno sempre e comunque aiutata a crescere. Anche se, tante volte, mi sembra di non fare progressi stratosferici. Ma forse non dovrei continuare a pensare di non essere in grado di fare qualcosa, oppure di farmi mettere soggezione dal pensiero di altri. Dopotutto solo l’impegno verso di me e il tempo saranno in grado di portarmi verso la persona che sarò.

Voglio essere una donna nuova, in ogni singolo istante della mia vita, pur mantenendo me stessa.