Archivio mensile:aprile 2012

Hope(less).

“La Speranza è l’ultima a morire”, ma anche lei purtroppo è destinata a tale epilogo. 

Sì è vero, il detto indicherebbe tutt’altro, ovvero una eterna vita della stessa, perché essendo l’ultima a dover decedere, occorrerebbe che tutto il resto finisca e quindi, finché non finisce tutto il resto la vita della speranza non ha fine.

Ok, mi sono un attimo incastrata in un “cul de sac” osceno!!!

Ad ogni modo, la mia domanda è un’altra: dobbiamo fermamente credere in questo detto, mantenendo pazienza e costanza attiva? Chi lo sa! Certo è che la foto sottostante è abbastanza significativa…

 
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Love?

AMORE. Tutti pensano di sapere cosa sia, ma molti non sanno nemmeno comprenderne il vero valore. Onestamente, amare è un sentimento troppo complicato da esprimere a parole o con concetti ben definiti. Del resto, l’amore è irrazionale, quindi non è possibile applicarne teoremi o leggi che ci indichino esattamente cosa sia.

Quello che però è fondamentale comprendere, a parer mio, è capire la differenza tra “amore sano” e “amore malato”. L’amore malato è l’amore egoista, quello che non ti permette di lasciare la libertà all’altra persona, quello che ti rende prepotenti e che ti fa diventare pessimo, fino a sfociare in atti dediti alla violenza barbara o alla cattiveria pura. Io lo chiamo amore malato, ma NON è per niente amore. Per me l’amore vero è quello sano, l’amore sconfinato, quello che ti permette di andare verso l’impensabile, quello che ti fa propendere sempre più al bene della persona amata, quello che ti permette di perdonare l’imperdonabile, che ti può anche far male ma è comunque forte.


Io ho capito per la prima volta cosa significhi amare qualcuno da poco tempo, da quando ho conosciuto una persona che, nel vero senso della parola, MI HA CAMBIATO LA VITA. Una persona che mi ha aperto il mondo verso nuove prospettive, con cui ho condiviso momenti bellissimi e unici, una persona a cui devo molto. Ho capito di amarlo una sera, mentre eravamo abbracciati sul divano. Tra le sue braccia mi sentivo forte e sicura, e perché no, anche molto amata. Una sensazione mai provata prima. In quella cornice così perfetta, guardandolo dritto negli occhi, ho sentito dentro di me qualcosa di veramente grande, impossibile da descrivere. Sento di amarlo sempre di più, anche se ultimamente le cose si sono fatte un po’ difficili. Ma nella mia mente c’è un solo pensiero fisso: IO VOGLIO CHE LUI SIA FELICE, CON O SENZA DI ME. Certo, se fossi io la ragione della sua felicità, renderebbe ancora più importante l’amore che nutro nei suoi confronti. Però come dicevo prima, amare veramente qualcuno è anche saper rinunciare ad “averlo” purché sia felice.

 

Missing you.

“Mi saresti mancato, anche se non ti avessi mai conosciuto”.

Una frase tratta da un film che racchiude in sé tutto quello che sento in questo momento. E’ difficile esprimersi in certi frangenti. Sarà la moltitudine di pensieri che affollano la testa; sarà che certe cose rimangono ferme lì, chiuse tra lo stomaco e il cuore; sarà che certe emozioni non si possono esprimere mai.

Tendenzialmente cerco di usare parole mie, perché vorrei avere quel diritto di prelazione sui vocaboli che cerco di assemblare al fine di avere un senso compiuto, però capita che spesso qualcuno sia in grado in modo ottimale, di raffigurare al meglio un pensiero, ostile nei miei confronti. Il più delle volte, tutto questo, lo ritrovo nelle canzoni. 

Una canzone sa esprimere in modo esponenziale tutto quello che hai dentro e lo rende ancora più forte, perché viene accompagnato da delle melodie che rendono ancora più vive le parole. Quante volte mi è capitato di ascoltare una canzone e immedesimarmi nella protagonista, oppure di affezionarmi ad una sola frase che però racchiude in sé un mondo. Sentimenti, in musica e parole.

Ora, se dovessi stare qui a cercare canzoni ottimali per esprimere il mio stato d’animo, non saprei nemmeno quale canzone scegliere. Sicuramente una triste oppure una che comunque apra i rubinetti del mio cuore. Piangere non è poi così disdicevole. Però è anche vero che io non voglio racchiudere in frasi strappalacrime un sentimento a me caro, benché sia del tutto estraneo. In tutta la mia vita, non mi è mai capitato di sentire la mancanza di una persona in un modo così spropositato. E fa male, male da morire. Fa male, ripensare a quando lui era con me; ai fantastici momenti trascorsi insieme. E fa male sapere che, prima o poi, questo momento sarebbe arrivato. 

Sento un vuoto immenso dentro di me, anche se è una parte rimasta illesa, nel senso che non provo più quella sensazione di “anima a pezzi”. La mia anima ne ha passate di cotte e di crude insieme al mio cuore, suo compagno di sventure. Entrambi hanno passato momenti difficili, ma con il tempo e l’esperienza, sono riusciti ad imparare ad essere sempre più forti e a non sottomettersi mai. Sarà per questo che sento questa forza che mi aiuta giorno dopo giorno. Ma questo non significa che il dolore non esista, che sia scomparso del tutto. E’ una componente imprescindibile che difficilmente andrà via. 

Strano a dirsi, ma questo è il punto dove esattamente mi sarei dovuta trovare. Non sarei potuta essere altrove, perché era così che doveva andare.

Miracles.

“Mia mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni!” – Forrest Gump.

Forse la mamma di Forrest aveva ragione. I miracoli sono presenti nelle nostre vite ogni giorno. 
Certi giorni mi sembra di capire quali sono stati i vari miracoli nella mia vita, eppure aspetto sempre Il Miracolo, quello che mi darà finalmente quello di cui ho estremamente bisogno. Quel miracolo che aspetto da tempo.
Forse aspettarlo non ha molto senso perché così l’attesa si dilunga. 
Tutto deve avvenire all’improvviso, quando meno lo si aspetta.
Mi toccherà smettere di aspettare e andare avanti, chissà che magari questo miracolo avverrà!

Sliding Doors.

Destino.

Ho sempre creduto al destino, anche quando le cose sono sempre andate male. In quei casi ho sempre pensato che tutto aveva una motivazione. Tutto portava ad una soluzione, ma questo lo avrei capito solo con il senno di poi. Al momento, mi sembrava sempre una grandissima crudeltà e l’unica domanda che riuscivo a pormi era: “ma perché??”.

Già, perché? Allora a quel punto iniziavano le varie divagazioni. Altre mille domande affollavano la mente, la quale non riusciva a trovare soluzioni logiche, probabilmente perché era impegnata in una lotta estrema con il cuore. I due rivali però avevano da sempre un obiettivo finale: capire. Mentre il cuore rimaneva saldo sui suoi punti e faticava a farsene una ragione, la mente viaggiava a mille miglia l’ora, in cerca di qualcosa che le permetteva di trovare rassegnazione, anche se il più delle volte riusciva a farlo senza troppi giri di parole.

Il libro della vita viene scritto da noi, giorno dopo giorno, pagina per pagina. Siamo noi che decidiamo, mediante le nostre scelte, cosa scriverci. Eppure, ci sono delle volte in cui le pagine vengono scritte da qualcuno che guida la nostra mano, mentre cerchiamo di imprimere l’inchiostro sulle righe del foglio. Parole scritte, all’apparenza, senza una motivazione esplicita, ma che poi all’occorrenza si palesano nel momento giusto. E il nostro cuore lo sa, lo sente.

E’ lui, il destino che ha voluto questo. E’ lui che quel giorno ci ha fatto perdere il treno affinché potessimo rivedere quel amico con cui non parlavi da mesi. E’ lui che ti ha portato a prendere una decisione nel momento in cui saresti stato pronto a cogliere. E’ lui che ti ha stuzzicato la mente e ti ha fatto comprare quel gratta e vinci che ti avrebbe permesso di avere soldi in un momento di difficoltà. E’ sempre lui che quel giorno ti ha suggerito di prendere con te il telefono che avresti lasciato in borsetta con noncuranza, perché poi avresti ricevuto una telefonata che ti avrebbe cambiato la giornata. E’ lui che ha deciso fosse arrivato il momento giusto di presentarti quella persona che avrebbe avuto un grandissimo impatto nella tua vita. Il destino, il suo zampino ce lo mette sempre. Ma come sa dare, ti sa pure togliere.

Il suo ruolo nelle nostre vite è fondamentale, volenti o nolenti. Da ogni situazione nasce sempre un insegnamento, che ben pochi riescono ad afferrare. Io, personalmente, credo di aver imparato a capire il perché delle cose e trarne la mia lezione, anche se molte volte non me ne capacito più di tanto e lascio che la mia mente divaghi verso nuovi luoghi e molte incognite.

“E se quel giorno non avessi risposto a quella chiamata?”

“E se avessi preso il treno prima?”

“E se avessi deciso di fare altrimenti?”

Purtroppo la storia non si costruisce né con i se, né con i ma. Esiste solo una unica certezza, che prima o poi sapremo quale sarà il nostro vero destino.