Archivio mensile:marzo 2012

Behind Blue Eyes

Occhi di ghiaccio. Cosa nascondono?

Vorrei penetrare oltre la coltre azzurra e arrivare nella tua mente, per poter sfiorare con la mia tutti i tuoi pensieri e accomodarmi tra i labirinti del tuo inconscio e godermi da spettatrice, la visione della pellicola della tua vita. Catturata dalla tua iride azzurra, è stata immagazzinata ma resa visibile solo in proiezione privata. 

Sarebbe fantastico poter assistere a tuttotondo la rappresentazione di ricordi, momenti, gioie, dolori, per capire al meglio quello che ti ha portato a diventare l’uomo che sei. La mia brama di conoscenza, va al di là di ogni ragionevole limite. Un desiderio che consente di poter accedere alla stanza segreta, ad un passo dalla porta del tuo cuore.

Una lettura molto complicata, data la tua corazza. Tuttavia, esisterà pure un modo di poter superare queste barricate.

Who are You?

Vivi con te da un sacco di anni, eppure non sei in grado di capire chi sei veramente. E lo dico perché, onestamente, tu non sai nemmeno capire chi hai di fronte.

Tu hai sempre vissuto la tua vita sul filo di un rasoio e, il più delle volte, hai voluto farti del male intenzionalmente con esso. Hai sempre voluto di più e di più, ma poi ti stancavi presto di quello che avevi e andavi altrove. Non ti sei mai accontentato di quello che avevi. Eppure non era così insignificante. Per te, la vita lo era eccome. 

Hai sprecato gli anni migliori della tua vita, pensando di “godertela” al massimo. 

Hai deluso un sacco di persone. Ma sono sicura che la persona che hai deluso maggiormente, sia tu. Ti rimproveri ogni giorno per i tuoi errori, sei poco indulgente con te stesso e continui a farti del male da solo.

Non accetti i consigli degli altri. Non accetti che qualcuno ti dia amore (come si deve), perché in cuor tuo, pensi di non meritartelo. Invece sbagli. 

Eri arrivato ad un punto in cui avevi capito di aver toccato il fondo e con tutta probabilità, lo avevi anche trapassato. 

La tua rinascita era partita da lì. Avevi capito che questa vita andava vissuta, in fondo. Avresti dovuto fare i conti con te stesso, giorno dopo giorno, ma poi hai accettato la sfida. Sembrava quasi che i tuoi giorni più bui si fossero allontanati progressivamente. 

La voglia di fare, il cambiamento in atto, la presa di coscienza, erano tutte piccole componenti che sarebbero servite per “l’uomo nuovo”. L’impegno e la fatica messi in pratica, servivano per lottare arduamente contro il demone che per anni ha cercato di soverchiare la tua anima. Per un po’ era riuscito nel suo intento e quasi ci stava riuscendo.

Ma tu gli hai dimostrato che ci potevano essere cose più forti. Gli hai fatto il muso duro, per la prima volta nella tua vita. E sembrava quasi che tutto andasse per il verso giusto.

E poi, sei entrato nella mia vita. 

Quel giorno non potrò mai dimenticarlo. Sarà che ho visto fin da subito che il destino aveva fortemente voluto questo. C’erano dei segni ben evidenti che mi mostravano l’importanza di questo incontro. 

Mi hai aperto subito il tuo cuore. Era per onestà nei miei confronti. Non ti sei nascosto dietro alle mille bugie che, prima di allora, erano una componente inscindibile dalla tua persona. 

Senza che io conoscessi personalmente la tua persona prima di quel giorno, ho percepito dalla tua voce, la tua sofferenza e la tua voglia di rivincita. Stavi finalmente capendo il valore della tua esistenza.

In poco tempo, mi hai dato tanto. Un sacco di gioie, momenti unici ed indimenticabili e, per quanto tu lo abbia sempre negato, anche un sacco di amore. Percepivo da parte tua che c’era sentimento e che, se solo ti fossi lasciato andare, avremmo potuto gioire insieme, giorno dopo giorno.

Però hai deciso che fosse meglio non proseguire oltre. 

Mentre godevamo dei giorni fantastici, il famoso destino aveva deciso che fosse arrivato il momento di aprirti un’altra strada. “Questo è il mio momento” hai detto. E io, con gli occhi e il cuore pieni di dolore, non potevo far altro che accettare perché sapevo benissimo quanto significasse per te. Ho messo il tuo bene prima del mio. Ma ora, credo di averlo fatto per entrambi.

In questo momento siamo più distanti che mai. E non sto parlando di lontananza. 

Da parte tua, ci sono ben altre priorità. Tra queste io sono esclusa.

Da parte mia, sono arrivata alla consapevolezza che ci sono cose che non si possono far andare bene, solo per poter salvare l’idea che ci si è fatti della persona amata. Rimangono dei precetti fondamentali che nella vita non bisogna mai dimenticare. Tu lo hai fatto.

Che sia nella tua indole o meno, poco importa. Io sono dell’idea che, quando si dice una cosa, la si pensa. Non si “vomitano” all’aria vocaboli che risultano dolci all’orecchio, perché la mente le archivia e rimangono lì per anni, dove verranno esaminate e raffrontate con le prove empiriche. I risultati saranno contrastanti, sempre. 

A quel punto sorge spontanea la domanda: “Chi sei, veramente?” Quello che mi hai mostrato tu, era troppo bello. Forse costruito.

Le persone, possono mutare, ma mai cambiare nella loro indole. Prevarrà sempre in te quel demone che non ti permetterà mai di capire chi hai di fronte. Non ti ha permesso di capire chi ero io, una ragazza pronta ad amarti profondamente. Una ragazza, come nessuna mai.

E presto te ne accorgerai, mentre io l’ho già fatto.

ReEvolution

“Perché hai iniziato a scrivere un blog?”

Nessuno mi ha mai posto tale domanda. Forse perché a nessuno interessa la risposta. Ma io me ne frego e la scrivo in questo post. Per la serie: te lo dico anche se non ti tange!

La nascita di questo blog è stata improvvisa. Ho provato altre mille volte a scrivere i miei pensieri, condividere con qualcuno le mie sensazioni e, perché no, trovare dei riscontri oggettivi. Noi tutti pensiamo di essere i soli al mondo a vivere determinate situazioni ma poi, quando poi si espone le proprie, capiamo che non è così veritiero. 

Dopo i tanti “aborti letterari” sono giunta a questo punto. Sono riuscita a scrivere qualcosa che, benché sia molto selettivo dati gli argomenti, mi dà qualcosa di significativo. Mi da la prova reale che quello che comunico, ha un senso. 

Con il senno di poi, mi sto convincendo di essere giunta ad una maturazione tale da permettermi questo. Senza contare che poi io necessito di molta ispirazione per poter scrivere di getto un post, senza stare delle ore a riflettere. Ogni tanto mi distraggo, ma quello è insito nella mia natura.

Morale, ho iniziato a scrivere una notte di fine inverno (Sembra l’incipit di un romanzo strappalacrime). Ho scritto velocemente e senza nemmeno accorgermene. Mi sono stupita di quello che ho scritto, non perché sottovaluti le mie capacità, ma per l’intensità con cui ho espresso me stessa.

Comprendo perfettamente che i miei discorsi risultino abbastanza personali ma, facendoli leggere ad alcune persone, mi è stato detto che sono sensazioni condivisibili e mi sono stati fatti dei complimenti. Buon per me! 🙂

Qualcuno potrebbe suggerirmi di scrivere un diario privato ma, anche lì, ci ho provato più di una volta a scrivere “Caro diario…” e mi sentivo un po’ scema, più di quando mi immagino dialoghi con persone, con cui vorrei sostenere determinate discussioni e che non avverranno mai. Qui, nel bene o nel male, riuscirei ad esprimere anche concetti, posso esporre le mie idee e ottenere dei raffronti. Il mio “Caro diario” non ha mai voluto aiutarmi. Era solo un egoista del menga! Vabbé non voglio parlare del mio rapporto conflittuale con il mio Diario…

Quindi eccomi qui a scrivere dei post nei momenti di massima illuminazione. Ma non è l’unica motivazione.

Ho voluto anche mostrare alle persone il mio animo più profondo, che conoscono in pochi. Giustamente, qui non potrò esprimerlo al massimo perché occorre mantenere una certa riservatezza, giusto per proteggere me stessa. Voglio solo mostrare, a chi non mi conosce e a chi mi giudica, che io ho molte buone qualità. Sarà un po’ pretenzioso ma è così.

A questo percorso attribuisco grande importanza. Voglio che mi dia la possibilità di continuare a crescere e di reinventare quello che sono, senza però inficiare il mio lavoro precedente. Dove ci sono pecche, non si può far altro che migliorare.

Do I know You?

Chi sei tu? Da quanto tempo sei arrivata? E’ molto che mi osservi?

Più ti guardo e meno capisco da dove vieni. Con tutta probabilità sei sempre stata lì.

Non mi sono mai accorta della tua presenza, probabilmente perché ero troppo impegnata a scrutare dentro di me.

Sono certa che tu eri lì, da qualche parte, anche quando cercavo inutilmente di vedere quello che non c’era.

Poi, un giorno, mentre stavo assaporando un momento di libertà mentale, ho iniziato a percepire una presenza.

Ho chiuso gli occhi. Con gli altri sensi, ho iniziato a sentire tutto il resto.

Tenendo gli occhi ben chiusi, assaporo nuovi gusti, apprendo nuove sensazioni e tutto questo mi aggrada.

Di colpo, gli occhi sono aperti: sei lì, di fronte a me!

E’ confortante scoprire che ci sei. Il mio cuore è felice. Lui, sicuramente, sapeva già tutto.

Sei qualcosa di familiare, una parte di me.

Eppure mi sorge spontaneo chiederti: Ti conosco?”

Let It go…

La pazienza ha un limite. E io lo so bene. Ho sopportato tanto e a lungo. Atteggiamenti di alcune persone, la loro volubilità, la mancanza di tatto e intelletto…ma poi arriva un momento in cui bisogna saper dire basta

Voler bene una persona spesso non basta. Sperare che le tue aspettative vengano ben presto realizzate, diventa arduo. Le volontà tra le persone si incrociano e si scontrano. Difficilmente vanno di pari passo. A dire il vero, lo fanno solo in alcuni momenti, che possono durare un’ora, un mese, un anno oppure una vita. Come sempre, noi siamo inermi di fronte a queste cose. Abbiamo voce in capitolo solo per metà. E’ sempre così.

Egoisticamente parlando, noi vogliamo sempre quello che crediamo ci renda felice. Però non è mai così. Non possiamo renderci schiavi di un desiderio, condizionare le nostre vite per un sogno e soprattutto forzare il destino. Più che altro, va sempre all’opposto di quello che noi auspichiamo. 

Il destino…quando vuole sa essere proprio bastardo. Ti mette di fronte a situazioni e a storie che risultano difficili da gestire. Siamo inermi! E anche quando la consapevolezza ci pervade l’anima, rimaniamo sempre attaccati con il cuore ai mille ricordi, alle mille parole e mille fatti che si sono vissuti.

Per il nostro bene però dobbiamo capire quando è il momento di terminare tutto questo, di voltare pagina e andare avanti. Renderci conto che è ora di lasciarla andare

Le parentesi sono state create per sottolineare un fatto, non per sminuirlo.

In balia delle nostre vite, quello che affrontiamo ogni singolo giorno, ci porta ad afferrare determinati elementi. La comprensione è un passaggio evolutivo della persona, che serve nella crescita dell’individuo. Non tutti sono in grado di giungere a questo punto così importante, vuoi per la mancanza di intelletto, vuoi per la noncuranza verso a quello che accade al di fuori delle nostre membra. 

Dal giorno in cui esaliamil nostro primo respiro in questo mondo, iniziamo a costruire parte di noi. Inizialmente è tutta questione esterna cioè, i pezzi del puzzle che serviranno a formarci, provengono dagli altri. Nel bene o nel male tutto serve.

Gli “appaltatori” di questa opera sono gli altri. Ma poi arriva il giorno in cui questo onere tocca a noi. Ogni singola decisione viene presa in base alle nostre esigenze e gli altri hanno poca voce in capitolo. In taluni casi può essere opportuno “subappaltare” una parte dei lavori, ma questo non deve inficiare sulle parti che sono state già prodotte con infinita fatica da noi stessi. Nessuno può accaparrarsi tale diritto. Nessuno.

Tutto quello che condividiamo con gli altri serve sempre. Ti arricchisce e ti completa, ma resta il fatto che la nostra strada la dobbiamo percorrere con le nostre gambe.

 

Cambiamenti…

Quello che non riusciamo a controllare di questa vita è la sua imprevedibilità. Per quanto ci sforziamo di far andare le cose come vogliamo, per quanto possiamo desiderare che una cosa si verifichi esattamente come viene disegnata nei nostri pensieri, lei decide altro e mescola i nostri destini. 

L’incertezza ci pervade in ogni singolo momento e si fa fatica ad ottenere i nostri obiettivi. Lavorare duro, affinché questo avvenga, è già comunque importante. Riuscire a trasportare i propri sogni nella realtà richiede molta fatica e il più delle volte richiede pazienza, costanzafermezza, soprattutto quando questo progetto è condiviso con qualcun’altro. Eppure, spesso, non basta. Puoi metterci tutto l’impegno che vuoi, ma la vita riserva per te altri piani.

Ci chiediamo sempre il perché di questo accanimento da parte sua, ma solo il tempo sarà in grado di darci queste risposte. Per andare avanti, a volte capita dover fare dei passi indietro, solo per ritrovare la strada giusta, anche se poi questo implica un cambiamento radicale.
Non siamo al sicuro da nulla. L’unica certezza è che siamo qui e stiamo vivendo. Non dobbiamo metterci in un angolo e lasciare che sia la vita a viverci. Dobbiamo ricordarci che la nostra felicità dipende sempre e solo da noi stessi. Gli altri possono solo aumentarne il volume, perché noi siamo per sempre, gli altri sono solo di passaggio.